Suggestioni pessimiste

SP* 1: ‘Non passerà questa generazione’…

sca-kRYH-U11012093647292tyE-1024x576@LaStampa.it* Per una presentazione di questa categoria (SP = Suggestioni pessimiste) leggi qui.

Dal Vangelo secondo Luca 21,29-33

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: “Guardate il fico e tutte le piante; quando già germogliano, guardandoli capite da voi stessi che ormai l’estate è vicina. Così pure, quando voi vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.

In verità vi dico: non passerà questa generazione finché tutto ciò sia avvenuto. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.

Per aprire queste mie incursioni in terreno scivoloso, iniziamo con un tratto di percorso fra i più accidentati: quello a cui rimanda il brano di Luca appena riportato.

Le interpretazioni, nei secoli, si sprecano: la più consistente vuole che la fine dei tempi sia preceduta dall’estinguersi sulla Terra della genia (‘generazione’) degli Ebrei.

In accordo ad un altro passo evangelico (quello in cui Gesù stesso allude a qualcuno che, presente ad un suo discorso, non sarebbe morto se non dopo la sua seconda e definitiva venuta – discorso da cui è nato il mito dell’Ebreo Errante), altri collegano i due eventi: quell’oscuro personaggio sarebbe l’ultimo, appunto, della generazione che visse al tempo di Gesù che, pertanto, si estinguerebbe con lui dando il segnale della fine.

Per quel che mi riguarda, suggestione per suggestione, penso sempre a questo brano quando ritornano in auge notizie o discorsi sulla c.d clonazione umana.

La formazione di un clone dall’uomo, fatto inaudito moralmente ed ontologicamente, è di fatto l’alba di una nuova e totalmente altra ‘generazione umana’; laddove per ‘generazione’ dovremmo intendere il ‘modo di generare la vita umana’, non più attraverso la nostra natura sessuata (non a caso, fortemente messa a rischio e contestata proprio di questi tempi e, comunque, sempre più staccata dall’evento riproduttivo-generativo…), ma attraverso un percorso completamente diverso ed eversivo del disegno divino, basato -appunto- sull’unione fra uomo e donna.

Come ogni segno lasciato nella storia, la nuova ‘generazione’ è già stata ‘preannunciata’ da varie tappe: la fecondazione artificiale in primis.

Ma la clonazione è davvero un’eversione radicale, capace di segnare un abbandono non solo pratico ma persino concettuale della precedente.

Anche perchè essa conterrebbe in sè il modo, artificioso fin quanto si vuole, di ‘eternare’ un singolo individuo, anzi quel singolo individuo…

La clonazione forse non segnerebbe la fine o l’estinzione di una generazione, la nostra.

Ma ne rappresenterebbe il superamento, il ‘passaggio’….

Con quel che seguirebbe, stando alle parole di Gesù stesso…

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