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L’ultima yarda (Prima parte)

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Ho sempre provato una misteriosa attrazione per il football americano che, da qualche anno, è diventato il mio sport preferito.

Contrariamente al baseball -le cui regole sono difficili ed è da sempre considerato uno sport zeppo di simbolismi di natura massonica- il football è, in fondo, molto semplice: va raggiunta una meta con una palla in mano e non è consentito che un passaggio in avanti per arrivarci.

Riflettendo un po’ su tutto (lo confesso, è il mio più grave difetto) mi è capitato di farlo anche su questo sport. E sono arrivato ad una conclusione: è una metafora molto completa della vita, di come essa si svolge, e dei ruoli che -nell’esistenza- possono giocare tanti fattori.

La vita è fatta di tentativi

Anzitutto: il gioco d’attacco è scandito da quattro ‘downs’. In realtà, se ne usano solo tre per guadagnare le 10 yards che ti servono per avere diritto ad altri quattro tentativi, ma il quarto è usato per passare dall’attacco alla difesa, spostando l’avversario il più lontano possibile dalla propria linea di meta con un calcio.

I tentativi, quindi, sono tre (il quarto può essere usato in casi disperati ovvero per gusto del rischio): e, nell’esistenza, spesso avviene questo, che non ti basti un solo tentativo per realizzare un obiettivo o, semplicemente, per mettere su un piccolo mattone su cui costruirlo.

La vita va costruita piano piano, scandita da passaggi precisi.

Nel football, questo implica un gioco paziente di corse con la palla in mano, in cui il running back cerca un varco nella linea difensiva della squadra avversaria, spesso cocciando duro contro di essa, senza guadagnare nulla.

A volte, le 10 yards si costruiscono così: tre o quattro alla volta, con ognuno dei tre tentativi.

Nella vita si può e si deve rischiare

Ma, ed è il lato spettacolare, il gioco è libero di svilupparsi, di affidarsi a quella sola possibilità, per ogni tentativo, di lanciare la palla avanti verso i ricevitori.

Mettere l’ovale per aria significa rischiare, perchè non lo tieni saldo in mano e lo puoi sempre vedere intercettato dagli avversari.

Ma dal rischio nascono i grandi guadagni (si chiamano così!) di yards, i giochi che spezzano una partita.

Ma una delle azioni più belle di questo sport combina insieme la fatica delle piccole corse, degli schianti contro la linea di difesa, con i grandi lanci: si chiamano play actions.

E si costruiscono così: più una squadra sa correre, costruire pazientemente, yard dopo yard il proprio cammino (drive) verso la meta, più l’avversario diventa impreparato verso la sopresa del lancio in avanti. E allora il quarterback (l’uomo a cui sono affidati i lanci in avanti), in questi casi, finta di dare al palla al running back, il quale a sua volta finta di correrla tenendola fra le braccia; in realtà il lanciatore la mantiene e, subito dopo, spara in avanti.

Tutta la difesa attende il corridore concentrata sulla linea fra attacco e difesa (la linea di scrimmage), ma l’ovale parte in avanti dove le coperture si trovano decimate e dove capita così più facilmente di trovare l’uomo libero.

Il gioco però, come detto, riesce solo se hai saputo consolidare, rendere credibile un serio gioco di corsa: i grandi guadagni si costruicono spesso, insomma, con i piccoli gruzzoli e con la credibilità che ti sei costruito a poco a poco.

Così rischiare conviene…

Ma rischiare è, a volte, un dovere…

Come tutte le buone metafore, questa è completa: quando sei con le spalle al muro e devi recuperare, e non hai più tempo (il tempo, altro aspetto intrigante del gioco, è fondamentale), sei costretto a lanciare sempre per ‘mangiarti’ il campo ed arrivare in meta nel minor tempo possibile.

Nella vita, capita proprio così: ci sono tempi in cui conservare non serve, e bisogna correre contro il tempo e contro le avversità, senza troppi calcoli…

Ma, spesso, rischiare … aiuta anche a ‘conservare’: nel gioco, chi sa correre bene, talvolta prova a lanciare lunghissimo così, all’improvviso.

Questo serve sempre: se il lancio va a buon fine, si guadagnano tante yards. Ma se non va a buon fine (è incompleto), va bene lo stesso: sarà infatti servito a tenere ‘onesta’ la difesa avversaria.

In pratica, cioè, gli avversari saranno costretti a non concentrarsi troppo sul tuo gioco di corsa, mantenendo uomini sulla linea, ma -temendo i lanci- dovranno spostarne qualcuno dietro. E così il tuo gioco di piccoli guiadagni troverà giovamento da un rischio ben calcolato.

Per oggi potrà bastare: ma la metafora-football è molto più ricca di messaggi e significati; ci vorrà qualche altro passaggio per scoprirli.

 

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